15 giugno 2014

Sellia Marina. Giunta d'emergenza nominata in deroga a democrazia parità di genere e preferenze.

Ieri in piazza municipio molte sono state le novità che hanno accompagnato il primo consiglio comunale della nuova amministrazione targata Mauro. Indiscusso protagonista delle elezioni che lo hanno visto vincitore con il 31,85% dei consensi lo scorso 25 maggio, il nuovo Sindaco ha spiazzato un pò tutti mescolando le carte in tavola.

20 maggio 2014

Squad/Rebel - Revolution in Progress




L’arte e la rivolta non moriranno che con l’ultimo uomo, scriveva Fedor Dostoevskij. Questa frase, più di altre, può farci capire come il concetto di arte e quello della rivolta siano intrinsecamente legati. Se vogliamo invece un esempio pratico, più vicino a noi, possiamo guardare Squad/Rebel e la loro azione di riqualificazione e riappropriazione di un quartiere degradato come quello del Razionale.

15 maggio 2014

Mercurio: "non permetterò a nessuno di nascondersi dietro ad un dito".

Parafrasando Enzo Lucá presentando Giuseppe Amelio "anche noi abbiamo avuto il nostro Capitan Schettino".
Questo il preludio all'invettiva del sindaco contro chi vi scrive. Reo di averlo dipinto con un cappello alla marinara.

11 maggio 2014

13 domande ai candidati. Sellia marina discrimina l'Informazione.

Immaginate il vostro candidato di riferimento, seduto davanti a voi. Con la sua migliore espressione da manifesto. Pronto a rispondervi, telegraficamente. Ignaro del tenore delle vostre 13 domande. Orfano degli applausi dei sostenitori e dei discorsi "sbiascicati" triti e ritriti. Voi due, da soli, con una telecamera per testimone.

10 maggio 2014

Confronto pubblico: Mauro seccato dice No.

Primi scambi di vedute e prese di posizione tra i contendenti. La campagna elettorale entra timidamente nel vivo. Tra interviste scomode rifiutate ed altre platealmente concordate il silenzio su alcuni temi sembra la regola. Anzi, per molti, come Mimmo Garcea lo è. Nessun accenno agli inviti ricevuti. Si avvale della facoltà di non rispondere il medico parlando della sua voglia di fare. Mentre Mauro, l'ingegnere, risponde seccato aprendo il week end di comizi in piazza Giuditta Levato nella frazione di Calabricata difendendo gli alleati (parte attiva nell'ultimo quinquennio Amelico) da fantomatiche calunnie ricevute.

26 aprile 2014

10 domande per l'elettore selliese

1) È al corrente dell'attuale situazione in cui versano le casse comunali?
2) Secondo lei l'operato del consiglio comunale uscente e in particolare dei membri della giunta si è rivelato proficuo nel pieno interesse della comunità?
3) Ricorda i nomi, le facce, i movimenti e i partiti, che hanno sostenuto questa maggioranza negli ultimi 10 anni?
4) Il fatto che 5 liste abbiano partorito in totale 65 candidati le crea qualche indecisione? Se si, crede che andrà a votare?
5) Sapere che una di queste liste potrebbe vincere ipoteticamente ottenendo solo il 21% dei consensi che effetto le fa?
6) Si è mai interessato/a alla cosa pubblica? Se si, conosce personalmente, esclusi i parenti diretti, almeno i 2/3 dei componenti di ogni lista?
7) Potrebbe ricordare per ogni candidato da lei conosciuto 3 iniziative intraprese dallo stesso negli ultimi 15 anni e che siano direttamente connesse all'attività politica, anche di altri, (esclusa la ricerca di voti si intende) e per cui potrebbe ambire alla carica di consigliere comunale?
8) Se non riesce a ricordare 3 iniziative potrebbe fare uno sforzo mnemonico ricordando almeno 3 idee o progetti fattibili di cui il candidato le ha fatto parola?
9) Ha discusso nel merito di almeno una questione legata all'attività amministrativa con il suo candidato di riferimento?
10) Se si, le ha spiegato COME ha intenzione di attuare le idee e i progetti in questione una volta insediato?

15 aprile 2014

Con noi DiversaMente: 93 firme in meno di 48 ore. Forte componente femminile.

Depositata in comune la lista con i nomi dei candidati del movimento civico "Con Noi Diversamente". Le firme (93), che hanno accompagnato le candidature, sono pervenute nella sede di via Frischia in meno di 48 ore; senza fatica.
Con grande spirito partecipativo ed entusiasmo.
Unico gruppo al momento, dalla forte componente femminile (ben 6 donne), ad aver già ufficializzato la propria partecipazione alla competizione elettorale, "Con Noi DiversaMente" ha già esternato le proprie linee guida e i principi che la animano. Costruendo per la prima volta, nella storia delle amministrative selliesi, la via maestra per una più cordiale integrazione con le altre comunità presenti nel territorio.

10 aprile 2014

100 mila euro per una colata di cemento ecologica

Parliamo della nuova e scintillante isola ecologica inaugurata con ben 2 anni di ritardo. (Prassi nell'amministrazione Amelio-Placida negli ultimi mesi del 2013!) Costo: 100 mila euro. O come tengono a sottolineare quelli che l'hanno voluta: "solo il 10% il resto sono fondi regionali" -della serie mica sono soldi nostri-. Discutibile, ma non è questo che ci interessa. La struttura, -con in bella mostra una bandiera dell'Udc-,  situata a fianco dell'ex discarica (dove pascolano liberamente delle mucche) viene utilizzata per lo più come ricovero automezzi da parte della ditta. Una pratica diffusa sembra nei comuni come il nostro. Sono solo due infatti i cassoni compattatori presenti nel sito(uno rosso e uno blu) posti sotto una tettoia. Nei quali non è ben chiaro cosa mettano. 
Visto che i conferimenti delle materie plastiche  degli rsu e del vetro vengono portati ad alli e l'umido in un sito a san Pietro lametino senza previa selezione e stoccaggio i nostri amministratori senza peccato originale possono dirci a che scopo è stato fatto questo investimento senza ne capo ne coda? Forse per favorire la ditta? Attrarre e distrarre fondi regionali? 
Questo spiegherebbe il loro modo di interpretare un'azione amministrativa fallimentare.  
Di seguito un'intervista storica, imperdibile, sul tema dell'ambiente e dei rifiuti all'assessore Mercurio prossimo candidato filo leghista alla carica di primo cittadino: http://emiliogrimaldi.blogspot.it/2011/01/codice-mercury.html?m=1#.U0Ma07jpepU.twitter

5 aprile 2014

Presentazione del libro "Il giovane Emilio"

Tema delicato.  Poderoso quanto preso con le pinze e spesso taciuto quello della pedofilia.
Mai affrontato direttamente nei diversi contesti, che l'hanno visto protagonista di innumerevoli discussioni. Spesso prese sotto gamba. Un tema trattato raccontato e denunciato senza troppi giri di parole, con gli occhi di un bambino quasi adolescente, nel libro autobiografico del Giornalista Scrittore Emilio Grimaldi e presentato al pubblico dall'associazione Universo Minori e da Gaetano Romani.
Un tema trattato ieri in una suggestiva quanto calda sala dei concerti del Comune di Catanzaro. Gremita di giovani studenti in età adolescenziale. La stessa età de "Il giovane Emilio", che a distanza di venti anni ha raccontato alla platea incantata dalla sua schiettezza e dal suo "non coraggio" il suo passato in seminario. Raccontandolo umanamente. Abbattendo il muro del silenzio, che lo aveva costretto all'omertá, giganteggiando tra coloro che non ne sapevano nulla. Vergognandosi di dirla quella parola, omettendone il significato ai ragazzi, girandoci attorno e omettendone l'esplicazione pendendo dalle labbra dello scrittore.

1 aprile 2014

Quando l'arte può tutto: Laboratorio Teatrale "Capusutta"


Energici. Pieni di grinta. Con tanta voglia di fare. Anche un po’ chiassosi. Così appaiono i ragazzi del laboratorio teatrale “Capusutta” – promosso dal regista Marco Martinelli e dalla compagnia teatrale  Punta Corsara di Napoli/Scampia - giunto alla terza edizione. Quest’anno la sfida si fa più difficile. Senza l’affiancamento dei Corsari,  a causa del mancato rinnovo del progetto da parte dell’Amministrazione Comunale, i ragazzi si autogestiscono in  tutto, dalle prove all’organizzazione dello spettacolo, e non mancano nemmeno di autotassarsi per far fronte alle spese. Capusutta per loro non è stato  un semplice laboratorio teatrale. E’  stato molto di più.  La possibilità di conoscersi e confrontarsi. Di scoprire se stessi. Di dar spazio ad una passione. Di sorridere insieme e perché no, anche di litigare. Di emozionarsi e di conseguenza riuscire ad emozionare. Le prime due edizioni, entrambe tratte da due commedie di Aristofane, sono state un successo straordinario, spettacoli sempre al completo e pubblico in delirio.  Sono arrivati persino al Valle Occupato di Roma.
Ecco perché hanno deciso che anche quest’anno Capusutta  si deve fare. Un’esperienza così forte non può perdersi. Deve proseguire senza farsi fermare dagli ostacoli che ogni volta incontrano sulla loro strada, anche se  il percorso è davvero difficile. Soprattutto perché quest’anno non saranno presenti i bambini rom, che rappresentavano oltre la metà dei partecipanti, e come ci racconta Chiara, erano l’anima vitale dello spettacolo stesso con la loro simpatia ed ironia innata e  senza di loro se ne va un po’ il senso di questo laboratorio che è stato una bellissima esperienza di incontro e solidarietà. Un’esperienza unica in una città come Lamezia, dove sono continui gli episodi di discriminazione razziale. A dimostrazione che dove si sa promuovere la cultura non esiste intolleranza.  L’arte può tutto. Per questo Capusutta si farà. Nonostante le difficoltà, il periodo di crisi, la precarietà socio-economica. Questa terza edizione i ragazzi l’hanno voluta ancora più delle altre. Vogliono mandare un messaggio. Vogliono che Lamezia Terme sia soprattutto questo. Bellezza. Passione. Arte. Fatica. Solidarietà. In un momento storico in cui i giovani vengono tacciati di apatia ed indifferenza, loro sono l’esempio lampante che il cambiamento ai quali molti auspicano  è già iniziato ed ha il volto di questi ragazzi. Ma non lasciatevi imbrogliare dalla simpatia delle loro battute, i messaggi che mandano sono forti ed arriveranno lontano. Travolgeranno anche quelli che li guardano con diffidenza o che mantengono il distacco.
Adesso non ci resta che aspettare l o spettacolo di quest’anno   previsto per  fine maggio e  tratto da "tingeltangel” di Karl Valentin. Una cosa però è certa, la loro sfida l’hanno già vinta.


Foto dello spettacolo "Uccelli", Capusutta 2013.

 


19 marzo 2014

Dio salvi Sellia Marina

In queste ultime settimane abbiamo assistito impotenti ed attoniti ad un valzer di incontri tra le diverse e apparentemente opposte forze familiari, nelle quali l'argomento principale, l'oggetto del contendere, su cui si sono basate le discussioni pubbliche e non solo, è stata la scelta del "capolista" con la conseguente diatriba per la possibilità di imporre il proprio candidato alla carica di sindaco.
Il risultato: un bel nulla di fatto; una situazione di stallo, con qualche forza, (vedi quelle che fanno capo al vice sindaco Walter Placida e ad altri non meno noti ancora in cerca di una casa), disponibili ad un intervento di maquillage pur di contare qualcosa nell'imminente tornata elettorale.
Si è assistito cari lettori e si continua ad assistere ad uno spettacolo indecoroso. Al limite del grottesco.
Avvicendamenti che ricordano spaventosamente dei ricorsi storici non troppo lontani. Con una moltitudine di liste senza precedenti. Ben 5 possibili al momento.
Perdite di memoria e di ideali pur di accaparrarsi il potere degli uffici tecnici ed il controllo degli appalti.
Assenza di programmi. Intrecci trasversali. Costruzione del consenso sulla statura personale e familiare del candidato. Elogio dell'apparenza. Soffocamento della legalità ed emarginazione delle idee. Esilio della ragione.
Un caos organizzato ad arte, nel quale il divide et impera sta spadroneggiando.
Forse indotto da qualcuno provando a sfruttare la legge elettorale. Forse spinto ed alimentato da un indolente ed avido orgoglio di chi non riesce proprio a fare un passo indietro "per il bene comune". A noi non è dato saperlo. Possiamo solo ipotizzarlo. Quel che sappiamo però è che ciò che ha portato a questi risultati oggi sono l'assenza di morale e di partecipazione, l'assenza di cultura e di prospettiva e cosa più grave la mancanza di lealtà e di cooperazione tra i membri di questa comunità; responsabile di questo scempio tanto quanto lo sono i loro diretti rappresentanti. Parenti ed amici, sempre alla ricerca del consenso clientelare e di una verginità perduta che solo chi ha memoria può considerare tale.

18 marzo 2014

Il programma che fa discutere

Con l'avvento di marzo e l'imminente tornata elettorale l'amministrazione Amelio Placida ha pensato bene, nel clima confusionario che stiamo vivendo, di stravolgere i programmi di raccolta porta a porta dei rifiuti creando non pochi disagi, con il conseguente innesco di polemiche ed errori (spesso dei sacchetti non sono stati raccolti per giorni).
Le principali imputazioni che vengono mosse a questo nuovo programma sono:
Riduzione da tre a due giorni per il conferimento dell'umido che risulta essere il 60% del rifiuto in genere.
La riduzione da due a un giorno per il conferimento della plastica e cosa più grave la millantata presenza di contenitori sul territorio per il conferimento di batterie olio esausto e medicinali, (a meno che non ci si riferisca ai corsi dei fiumi che stanno ritornando a riempirsi).
N.b. i rifiuti organici vengono conferiti in un impianto sito a San Pietro lametino mentre plastica-alluminio, vetro ed indifferenziata più semplicemente alla discarica di Alli.
Se questo è il programma della raccolta differenziata partorito e approvato da questi soggetti figuriamoci come saranno strutturati quelli elettorali vista la loro scissione nell'intento di riacquistare la verginità perduta.

6 dicembre 2013

A long walk to freedom

Quando ho sentito la notizia mi è venuto in mente proprio quel manifesto. Affisso in un'umida sezione di Rifondazione Comunista.
Sarà stato il '95, pieno Novecento. Entrai in quella sezione da turista e guardai quel manifesto. Un uomo sorridente col pugno chiuso alzato. "AMANDLA. VIVA IL SUDAFRICA LIBERO", c'era scritto così. Quell'uomo sorridente era la testimonianza diretta che è possibile un "lungo cammino verso la libertà". E quel pugno alzato era il segno della vittoria, la vittoria degli ultimi. Di quelli che fino a qualche anno prima venivano considerati "bestie, animali da riserva"; di quelli che erano costretti a vivere una vita separata: l'apartheid.
Quell'uomo sorridente col pugno alzato ha segnato la mia vita. Ad un giovane adolescente in cerca di un ideale quell'uomo era il "che" Guevara del nostro tempo. Un uomo che incarnava una battaglia, un cammino. Una lotta fatta di emancipazione, di dedizione ad una causa - quella dell'uguaglianza tra tutti gli uomini - che è costata il carcere e la privazione della libertà, il sacrificio della propria vita personale in nome della libertà per milioni di persone.
Quell'uomo sorridente era il Martin Luther King degli anni '90, l'incarnazione della barbarie dell'occidente e del capitalismo. Quell'uomo rappresentava le lotte per i diritti civili, per i diritti umani, per l'istruzione e l'assistenza a tutti, senza distinzione di colore della pelle. Quell'uomo era Nelson Mandela.
La storia di quell'uomo e della sua lotta ha segnato la mia vita perché era non solo un simbolo, ma la dimostrazione concreta, reale, della possibilità del cambiamento. Il segno che le rivoluzioni sono sempre possibili. Mandela è stato un esempio per la mia formazione umana e politica, fino a voler dedicare la mia tesi di laurea alla "Politica estera dei diritti umani", la politica estera del Mandela presidente della nazione arcobaleno.
Oggi Mandela ha smesso di mostrare il suo volto sorridente a tutti coloro che combattono la loro lotta. Mandela è stato un gigante del '900.
Quanto piccoli e meschini sono i politici contemporanei a confronto? Quanto piccoli e meschini siamo noi che abbiamo deciso di non combattere più la nostra lotta? Abbiamo forse abbandonato il nostro lungo cammino verso la libertà?

Viva Mandela, viva la lotta.

5 novembre 2013

Parise: "Le nostre piante di ulivo sono in pericolo"

Pianta di ulivo affetta dal batterio Xylella Fastidiosa (Lecce)
SAN MARCO ARGENTANO: <<Le nostre piante di ulivo, simbolo della nostra terra, sono in pericolo>> è il grido dall’allarme del giovane Antonio Parise, già impegnato in battaglie legate al mondo dell’agricoltura come gli “usi civici” e i “consorzi di bonifica”. <<Centinaia di migliaia di ulivi della Puglia sono stati condannati a morte da un batterio che li fa seccare.  Non si sa come e quando questo micidiale parassita sia comparso in Puglia. Questo fa capire che il rischio di un contagio nel resto dell’Italia è troppo alto, non abbiamo tempo da perdere>> . A causare il “complesso del disseccamento rapido dell’ulivo” è l’“Xylella Fastidiosa”, un batterio finora mai riscontrato in Europa e mai su questa specie vegetale. E’di tipo patogeno, inserito nell’elenco a1. Tradotto, significa che rientra nella lista nera dei batteri da quarantena, necessariamente da isolare, a causa della sua portata infettiva. <<Dopo aver sottovalutato la massiccia invasione del “Cinipide Galligeno” nei confronti dei nostri castagni, non possiamo permetterci di perdere anche i nostri ulivi>>. Parise dunque fa quadrato chiamando a raccolta le istituzioni <<ringraziando la sensibilità dei numerosi sindaci contattati, che si sono messi da subito a disposizione, al servizio di questa importante causa. Intanto sono stati allertati gli organi istituzionali sovra comunali per trovare un modo per arginare questa problematica>>. Problematica che, se non verrà contrastata in maniera celere, potrebbe avere la forza di provocare danni irreparabili.

26 luglio 2013

Morti il 4 luglio: dissesto fu!

Dal blog Sersale2012:


Lì dove non riuscirono alchimie finanziarie, dove non ce la fecero stuoli di avvocati e commercialisti... lì osarono le aquile!
I rapaci giudici della Corte dei Conti di Catanzaro, con deliberazione n°30 del 4 luglio 2013 hanno stabilito che:

La situazione esposta, nonostante i chiarimenti prodotti dall'Organo di Revisione e dall'Amministrazione, conferma la inadeguatezza dell'Ente a far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni, specie sotto il profilo dei pagamenti, tale da ingenerare ulteriore sofferenza di cassa sui futuri bilanci, soprattutto per la presenza di numerosi debiti fuori bilancio ancora da riconoscere.
[...]
...questa Sezione non può che rimarcare come la situazione finanziaria complessiva del Comune di Sersale rimane estremamente critica...
[...]
... la Sezione ritiene confermata la situazione di DISSESTO.
Poche ineluttabili parole a testimonianza del sonoro e ineluttabile FALLIMENTO di Progetto Sersale.
L'Amministrazione Torchia deve al più presto dichiarare il dissesto finanziario e predisporre tutte le misure correttive al fine di risanare i danni che ha provocato.
Riassunto delle puntate precedenti:
  • con deliberazione n°340/2012 la Corte dei Conti rilevava che, in ordine al rendiconto 2010, il comune di Sersale era incapace di realizzare entrate e finanziava la spesa corrente con entrate a carattere non ripetitivo;
  • con delibera di consiglio n°12/2013 l'Amministrazione Torchia richiedeva la procedura di riequilibrio finanziario sostenendo di poter sanare autonomanente il bilancio (che essa stessa aveva già dissestato con 5.828.567,61 € di debiti contratti esclusivamente da “Progetto Sersale” per il fallimentare PIP di Borda, per le opere alla Porta del Parco, ed altri investimenti senza futuro che hanno ucciso il bilancio comunale!), sperando poi di riuscire a mascherare il dissesto dietro le sentenze di risarcimento in arrivo;
  • con deliberazione n. 17/2013 la Corte dei Conti rigetta la procedura di autocommissariamento dell'Amministrazione Torchia e chiede al comune ulteriori adempimenti per giungere alla procedura di "dissesto guidato";
  • l'Amministrazione Torchia, con delibera di consiglio n°18/2013, ribatte alla Corte cercando di ottenere la procedura di riequilibrio piuttosto che il dissesto: in ballo c'è l'ineleggibilità per dolo o colpa grave degli amministratori di enti dissestati;
  • con deliberazione n°22/2013 la Corte chiede al Revisore Contabile comunale una serie dettagliata di indicatori sui quali stabilire se l'Amministrazione mente sapendo di mentire, o mente non sapendo ciò che dice, e il Revisore fa "una relazione programmatica" nella quale vengono fuori solo aumenti di tasse e tariffe e non vengono esposte le ragioni reali del dissesto: le spese faraoniche ed elettoriali di Progetto Sersale;
Infine la doccia gelata dell'ultima strigliata della Corte dei Conti.
In quest'ultima deliberazione si afferma che "solo a seguito della deliberazione 340/2012 l'Ente si è reso conto di aver raggiunto lo status di ente strutturalmente deficitario" (fino ad allora hanno guidato il comune come dei folli su un'auto senza freni).
Inoltre risulta chiaro come anche nel rendiconto 2011 si siano iscritti crediti non esigibili che hanno realizzato un finto avanzo di amministrazione, come si siano utilizzati fondi vincolati (restituzione tariffe depurazione) per la spesa corrente e non si siano ricostituiti, come il comune abbia fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria per ripianare debiti contratti con privati e fornitori, ma queste anticipazioni non sono state ricostiuite né sono stati specificati gli importi dei creditori (nella sua gestione folle, Progetto Sersale sottrae perfino i fondi vincolati destinati ai cittadini).
Tre situazioni che certificano una gestione della cosa pubblica negli ultimi 10 anni improntata a tre principi:
a) nessuna razionalizzazione della spesa e armonizzazione delle entrate, con conseguente disavanzo nel 2011 e 2012 - tutte spese a sfondo elettorale;
b) sovrastima delle entrate (o uso di entrate eccezionali) rispetto alle uscite che determina la falsificazione dei bilanci 2010 e 2011;
c) tentativo diversivo di far ricadere sulle sentenze (e sulle amministrazioni precedenti) le responsabilità del dissesto.
Su quest'ultimo punto giova riportare testualemente quanto scrive la corte:
Secondo quanto riportato dall'Organo di Revisione, i debiti fuori bilancio che necessitano di copertura finanziaria ammontano a maggio 2013 ad € 2.573.788. Al 31 dicembre 2012, l'importo era invece di € 945.465, in quanto la sentenza di importo maggiore (€ 1.628.322 - eredi Colosimo) reca il n. 20/2013, mentre tutte le altre sentenze risalgono al 2011, 2010 al 2006.
L'amministrazione Torchia sapeva già gli importi delle sentenze fino al 2012 (e poteva anche prevedere gli esiti del 2013) ma ha preferito indebitarsi all'inverosimile (PIP, Porta Parco, muri e muretti) pur di vincere le elezioni. Anche se a farne le spese ora saranno tutti i sersalesi.
A questo punto i sersalesi devono sapere che gli aumenti delle tariffe idriche, rifiuti, dello scuolabus, della mensa, o la riduzione delle feste, dei servizi, delle riparazioni, dei lavori pubblici sono tutti interamente imputabili a Progetto Sersale e all'amministrazione Torchia.
I sersalesi devono inoltre ricordare che questa situazione viene fuori dal fatto che Torchia&Co. volevano vincere facile e hanno intensificato le spese a fini clientelari e di propaganda. Non hanno mai minimamente pensato a razionalizzare il costo dei rifiuti, a ottimizzare il servizio idrico, a chiedere ai debitori del comune il loro dovuto (biomasse). Non hanno mai realizzato una rete di servizi sociali e al turismo autosufficiente, non hanno mai investito su Sersale, ma casualmente fuori dal paese (vedi PIP Borda o Porta del Parco).
Progetto Sersale ha ingabbiato il presente in un nulla politico e progettuale e ha ipotecato il futuro con un debito che pagheremo per almeno dieci anni!
Noi non chiediamo le dimissioni del Sindaco Torchia.
Noi pretendiamo che coloro che ci hanno cacciato in questo guaio risolvano il problema e che se necessario ne paghino le conseguenze davanti alla giustizia.
Per sapere quali giustificazioni accamperà l'Amministrazione Comunale siete invitati al Consiglio Comunale
Venerdì 26 luglio, ore 18.00

25 luglio 2013

QUANDO UNO NON VALE NIENTE ...

Che te ne fai del 25% di consensi e di quasi 9 mln di voti? Il Grande Fratello cibernetico!
L'inconsistenza politica M5S è contenuta in uno sclerotico e autoreferenziale discorso: scontrini, diarie, fedeltà al leader, epurazioni, nemici esterni, giornalisti servi di partito.
Che fine hanno fatto la riforma della politica, la moralizzazione dal basso, la scatoletta di tonno? E il potenziale del MoVimento di Grillo che aveva costretto il PD a non candidare impresentabili, a scegliere Grasso e Boldrini al posto degli Schifani o Finocchiaro?
Grillo non vuole stringere accordi col PdmenoL per estinguerlo e raggiungere il 51% dei consensi; di conseguenza ha umiliato Bersani in streaming facendo apparire Berlusconi abile stratega nonché saggio statista, ha favorito prima le larghe intese per Re Giorgio che hanno impedito a Rodotà di diventare Presidente, poi il governissimo dell'inciucio che suggella la morte di Andreotti con l'eterno ritorno della DC. Praticamente ciò che il M5S più deplorava.
Il MoVimento si è rinchiuso in una diatriba infinita su se stesso. Nel blog dei WuMing1 si trova un'analisi metapolitica del M5S:
[...] il discorso di Grillo/Casaleggio è un mix di vari populismi e miti interclassisti, con fortissimi elementi di liberismo e addirittura di ideologia da destra «anarcocapitalista». [...] Il grillismo ha occupato con un discorso diversivo (contro la «Kasta» invece che contro le politiche liberiste, contro la disonestà degli amministratori anziché contro le basi strutturali del sistema) lo spazio che in altri paesi europei è occupato da movimenti nitidamente anti-austerity, anticapitalistici.
Il refrain “nè destra, né sinistra” è la tipica espressione dei movimenti criptofascisti; la supposta e-democracy della rete sconfina nel politburo o plebiscitarismo post-moderno alla Scientology; il NonStatuto, il NonPartito (e poi la Neolingua, lo Psicoreato orwelliani!), cancellano la democrazia interna e fanno di Grillo il padre-padrone e di Casaleggio un apocalittico marketing leader; adepti che ripetono pedissequamente “vaffanculo, tutti a casa” appena si critica il MoVimento.
Grillo ha poi occupato le battaglie per l'acqua, la Tav o il Ponte, quando erano mediaticamente identificabili col MoVimento o le boicotta quando sono di altri (vedi proposta sul salario minimo, referendum sulla Fornero). Il programma tecnicistico che piace sia ad economisti e ingegneri che ai giovanotti di Casapound è il substrato anarcocapitalista che ingloba “laqualunque”.
Infine la pulsione moralizzatrice per individuare nel ceto politico e nel suo stuolo di pennivendoli un finto nemico del popolo. Il bastaKasta, legittimo in tempi di scandali da tardo impero, è un discorso altamente diversivo, distoglie l'attenzione dal problema vero: il declino italiano non è (solo) colpa di politici corrotti, ma è il risultato del funzionamento del sistema.
Per intenderci: il mantra della privatizzazione (scuola, formazione e servizi a pagamento) ha decretato l'impoverimento della middle class i cui mutui sono diventati titoli spazzatura per le banche; quindi queste, non potendo più sostenere il debito pubblico (quantunque Grecia Spagna e Italia non fossero insolventi), sono state salvate dalla BCE; che ha chiesto in cambio le condizionalità del fiscal compact: privatizzazioni e cancellazione di diritti sindacali e sociali. Una lotta per salvare il turbocapitalismo finanziario. In Italia il 10% della popolazione detiene il 90% della ricchezza: perciò la lotta di classe esiste e la conducono i capitalisti contro i cittadini!
Altrove questo arcano è stato svelato e infatti Syriza, Izquierda Unida, Linke, i movimenti #Occupy – aggregazioni di sinistre e movimenti – conquistano consensi perché ripudiano l'Europa della finanza in quanto sovrastruttura del capitalismo. In Italia no. In Italia ci stiamo impiccando agli isterismi autoritari di Grillo, alle epurazioni, ai clic dei meet-up, ai cinguettii dei debuttanti pentastellati. In attesa del default per svelare il loro paradiso cibernetico, i grillini offrono una cover story al potere, anziché un elemento di disturbo al manovratore, il M5S ha finito per essere il suo inconsapevole strumento: un'arma di distrazione di massa.
Come i luterani: più che riformare la Chiesa, ottennero l'Inquisizione e il silenziamento delle alternative. È per questo che mi sento di parafrasare Grillo: “quando uno non vale niente, deve andarsene”.
1 WU MING (collettivo letterario bolognese della New Italian Epic autore dei romanzi Q, 54, Manituana,) - “Perché tifiamo rivolta nel Movimento 5 Stelle” - Blog GIAP, 27/02/2013



Questo post (già pubblicato in EP su IndiAut il 12 giugno scorso) sarebbe dovuto uscire su LaM, ma questa volta si saranno scordati di me perché La Masnada affronta un parto gemellare: laM 101 & il suo festivaletteratura 'parole erranti', giunto quest'anno alla 10a edizione!

appuntamento perciò a Cropani borgo, piazza duomo, 3 4 5 agosto per celebrare questa duplice nascita letteraria!
ecco il programma:

sabato 3 agosto ore 22:00
radicanto
monologo teatrale di giuseppe mortelliti

domenica 4 agosto
ore 22:00 anteprima
merde di razza pt I di andrea giannasi
su come la cattiveria può essere poesia
ore 22:15
diario del complotto
presentazione del libro di poesia di gianluca pitari con masnadieri a corredo!
musiche di carmine torchia

lunedì 5 agosto ore 22:00
ore 22:00 anteprima
merde di razza pt II di andrea giannasi
su come la cattiveria può essere poesia
ore 22:15
poeti a duello
disfida poetica notturna

12 giugno 2013

Questo M5S "non vale niente, se ne vada"

"Quando uno non vale niente..." ha scritto Beppe Grillo sul suo blog, invitando una senatrice dissidente ad andarsene; ma le sue parole andrebbero parafrasate e adattate all'intero moVimento di chi (leggi Beppe Grillo) "per chissà quali fortune, per chissà quali divine investiture, usa il progetto di milioni di italiani per promuovere se stesso e assicurarsi un posto al sole, allora è uno che non vale proprio niente."

A pochi mesi dal Booom! del M5S mi pare più che mai necessario che questo moVimento ritorni nel suo alveo convenzionale: la protesta di quartiere, il comitato civico, e smetta di tediare la politica italiana con questioni che afferiscono più ad una setta stile Scientology che ad un movimento che aveva l'ambizione di riformare la politica italiana.
Nei mesi scorsi mi sono spellato le mani sulla tastiera cercando di capire chi fossero Grillo&Casaleggio; mi sono preoccupato quando ho visto i video di presentazione degli aspiranti parlamentari pentastellati; e quando ho ricostruito i primi giorni di vita parlamentare del moVimento, a mio parere solo un enorme spreco di 'sputazza'.
Mi sono spellato le mani perché manipoli di nuovi attivisti, con fare messianico e fede evangelica, mi hanno apostrofato quasi come un invidioso della sinistra senza rappresentanza, perché la loro era finalmente una rivoluzione italiana. Perchè il moVimento avrebbe aperto il parlamento come una scatoletta, avrebbe moralizzato la corruzione, fustigato il malaffare e sgominato l'inciucio: "vaffanculo, tutti a casa" è stata la risposta al ben che minimo accenno di critica al capo e al settarismo pentastellato.

Ora quel vaffanculo lo rivolgo io a militanti, parlamentari, invasati e semplici creduloni a 5 stelle. Ve ne dovete andare a casa, proprio perché come dice Grillo, non valete niente.
Il mio vaffanculo è politicamente motivato, da una prospettiva di sinistra, da una pratica di movimento vero.

Illuminante nell'analisi del fenomeno 5 stelle è stato un bel post nel blog dei Wu Ming ("Perché tifiamo rivolta nel moVimento 5 stelle", ndb). Secondo il collettivo di scrittori infatti
il discorso di Grillo/Casaleggio è un mix di vari populismi e miti interclassisti, con fortissimi elementi di liberismo e addirittura di ideologia da destra «anarcocapitalista». [...]
Il grillismo ha occupato con un discorso diversivo (contro la «Kasta» invece che contro le politiche liberiste, contro la disonestà degli amministratori anziché contro le basi strutturali del sistema) lo spazio che in altri paesi europei è occupato da movimenti nitidamente anti-austerity, anticapitalistici.
Nel discorso grillino gli altri movimenti non esistono. Quando il M5s partecipa a una lotta avviata da altri, Grillo tende a descrivere quella lotta come se fosse patrimonio esclusivo cinque stelle: noi abbiamo usato i nostri corpi per fermare il TAV, noi abbiamo fermato il ponte sullo Stretto, noi abbiamo vinto i referendum per l’acqua etc. Grillo ha «messo il cappello» o provato a mettere il cappello su quasi tutte le mobilitazioni e rivendicazioni dei movimenti sociali in Italia. [...]
La critica alle ambiguità del «grillismo» (inteso come struttura organizzativa e comunicativa, e soprattutto come orizzonte di discorso), alla sua natura di movimento «diversivo», sta tutta qui.
"Nè destra né sinistra" è stato il mantra del moVimento, un mantra che attraverso la narrazione etica del bastaKa$ta ha puntato a espungere il conflitto di classe, il conflitto sociale dall'agone politico incapsulandolo all'interno di un rigidismo dogmatico, di un monolite - il grillismo, per l'appunto - che lungi dal fungere da leva di cambiamento, finisce per assolvere il ruolo di balancer nel sistema di inciucio perpetuo all'italiana.

Ciò che voglio dire è che il moVimento è partito da una fondazione di attivismo civico, con l'obiettivo di porre il fiato sul collo alla classe dirigente. Poi si è evoluto in una aggregazione politica con un programma più o meno vago di riforme e, attraverso un populismo demagogico, è entrato in parlamento.
Se per un verso lo straordinario successo di Grillo ha spinto il sistema a innovarsi, vedi la nomina di Boldrini e Grasso - due presentabili - dall'altro, col suo oltranzismo (e con l'obiettivo di assaltare e distruggere, inglobare il PD) su un'ipotesi di governo con Bersani, ha ottenuto l'effetto contrario dei suoi obiettivi.
Il governo di inciucio perfetto - che salva Berlusconi e difende il potere delle lobbies italiane - è figlio proprio delle (non) scelte del moVimento. Lo psicodramma PD durante l'elezione di Napolitano è figlia dell'incapacità di portare a casa un risultato politico: Rodotà presidente della repubblica.
Grillo aveva la forza elettorale per attrarre il Pd nel suo solco programmatico di riforma della politica italiana, ma questo significava sporcarsi le mani. E sporcarsi le mani in politica, significa perdere la propria verginità e questo si configura come un corto circuito per un movimento che ha molti degli aspetti salienti delle sette millenaristiche:
la narrazione del Popolo «uno e indivisibile» che rappresenta in blocco la «società onesta» e si oppone ai «politici», alla «casta», ai «ladri» (che evidentemente non fanno parte del Popolo, chissà da dove sbucano!).
Perché questa narrazione rimanga in piedi, ogni nemico dev’essere esterno all’immagine di popolo che il movimento diversivo propaganda.
Ergo: niente contraddizioni di classe, niente interessi contrapposti, niente scontri dentro il Popolo
E solo il Megafono incarna questo popolo e la sua volontà, che ha il diritto ultimo e primo di decidere la via, la strada e gli uomini, gli eletti.

Ebbene proprio la nascita del moVimento, con le sue strategie di marketing e di consenso dettate da Casaleggio Associati, ha impedito che in Italia nascessero movimenti come quelli degli indignados spagnoli, i gruppi #occupy, forze politiche come Siryza e Izquierda Unida, Front de Gauche, Linke, tutti chiaramente anticapitalisti, evoluzioni di quel movimento altermondialista massacrato a Genova.
Grillo ha occupato un vuoto lasciato dalla sinistra radicale e di alternativa, coprendo col suo mantra a-politico la rete dei movimenti reali che in questi anni hanno aggredito il berlusconismo considerandolo non una anomalia italiana, ma una manifestazione del trentennio liberista.
Grillo ha occupato un terreno di conflitti costruito dai NoTav, NoPonte, l'Onda, ecc... ancorandolo ad una narrazione fondamentalmente di destra, e quindi conservatrice dello status quo. L'anestesia del conflitto sociale è avvenuta con l'ingresso dei parlamentari pentastellati in parlamento: le diatribe infinite sulla diaria, la rendicontazione degli scontrini, il chiacchiericcio su epurazioni e democrazia interna al movimento hanno finito per far scivolare fuori dal dibattito i temi del conflitto - la Tav, il Reddito Minimo Garantito, le misure anticrisi e la critica al liberismo del fiscal compact.

Non solo il grillismo ha impedito la costruzione di un fronte anticapitalista ma, adottando la stessa politica berlusconiana dell'annuncio messianico (chi non è con noi è contro di noi, giornalismo nemico) e del populismo, ha profondamente screditato lo pseudo-riformismo del PD, ha accelerato le decomposizioni dei partiti strutturati e la riorganizzazione della vecchia politica attorno al governo di larghe intese.

Morale della favola:
chi ha votato Grillo perché deluso dalla sinistra si ritrova oggi senza sinistra e senza degni rappresentanti (i cittadini M5S in parlamento non hanno ancora realizzato nessun punto di programma);
chi voleva più trasparenza nella gestione della cosa pubblica si ritrova i vecchi partiti ancora più arroccati sui privilegi;
chi voleva un moVimento "watchdog", si ritrova un plotone di parlamentari senza nessuna carica (a parte la vigilanza Rai) e senza potere negoziale nelle commissioni decisive;
chi ha votato Grillo per incalzare il centrosinistra si ritrova un governo d'inciucio e lungi dallo scomparire, il PD sopravviverà nelle vesti di nuova DC;
chi, imprenditore o ex leghista, ha abbandonato i propri riferimenti berlusconiani si ritrova a ricredersi: le promesse del M5S sono esclusivamente fuffa! Altro che uscita dall'euro, le imprese sono schiantate dal credit crunch con la benedizione della finanza internazionale.
Chi ha creduto che quelle 5 stelle bastassero a conquistare città e paesini si è dovuto ricredere: se non ti chiami Grillo Giuseppe uno-vale-nessuno

E chi ha cercato in quel movimento una ragione di vita, una nuova appartenenza a qualcosa (fosse anche una setta), un modo facile ed elementare di guardare al mondo si sta risvegliando come da un incubo virtuale alla Matrix.
Lo sfaldamento del moVimento è la dimostrazione che qualunque aggregazione sociale non può reggere senza una strutturazione ideologica, un refrain di riferimento. Le epurazioni e la mancanza di democrazia interna hanno riverberato proprio su coloro che maggiornmente ne cercavano negli altri partiti. La scoperta, disarmante per alcuni, che la militanza non si pratica a suon di "Mi Piace" sui social network ma attraverso una alacre opera diinvestimento del proprio sé nella costruzione di un Noi collettivo e plurale.

Per tutto ciò continuo a tifare rivolta nel moVimento e mi auguro che i suoi militanti si approprino del loro strumento di lotta e lo rendano efficace.



5 giugno 2013

LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE "Acqua Pubblica" - Il contributo dei sersalesi.

Dal blog Sersale2012:

Mercoledì scorso abbiamo tenuto un'assemblea pubblica partecipatissimaper presentare la proposta di legge regionale d'iniziativa popolare "Acqua Bene Comune Calabria" insieme al Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica "Bruno Arcuri".
Gennaro Montuoro ha spiegato i contenuti di massima della proposta di legge che punta alla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, esponendo i punti fondanti di un testo approvato da eminenti giuristi come Stefano Rodotà e Alberto Lucarelli, estensori dei quesiti referendari sull'acqua pubblica del 2011.
Parte proprio dai referendum questa iniziativa: la schiacciante vittoria di popolo aveva ribadito la natura di beni comuni (beni che non appartengono a nessuno, che in quanto universali e inalienabili appartengono alla comunità) dei servizi pubblici locali. Quella vittoria aveva abrogato l'insieme di norme che imponevano la privatizzazione di quei servizi, offrendo la possibilità per gli enti locali di procedere ad una gestione pubblica rigettando la logica del profitto perpetrate da multinazionali a scapito degli interessi dei cittadini.
Ebbene da quella vittoria - perseguita nel silenzio dei media e nell'ostracismo di certa politica, attraverso comitati popolari, assemblee e impegno civico - è scaturita la spinta legislativa popolare che tende a espellere definitivamente i profitti dall'acqua in Calabria.
Come tutti sanno la legge regionale ha dato a So.Ri.Cal - una spa partecipata dal colosso multinazionale Veolia - il diritto esclusivo di vendere acqua all'ingrosso ai comuni, i quali rimangono proprietari delle reti ma devono versare le tariffe ad un privato.
Secondo questo sistema So.Ri.Cal ha tutto l'interesse ad estrarre profitti dalla "vendita" dell'acqua e nessun interesse a razionalizzare il consumo della propria merce. Per contro i comuni, schiacciati dalla logica del mercato, non possono altro che raccogliere le tariffe e versarle al privato senza aver la minima possibilità di intervenire con le proprie esigue risorse per riparare, migliorare e realizzare reti efficenti e intelligenti.
Abbiamo cercato di spiegare ciò con l'esempio del comune di Sersale: So.Ri.Cal eroga alla rete comunale (leggi comune) circa 700.000 m3 di acqua all'anno, il comune però incassa tariffe per 400.000 m3, questo significa che il 40% dell'acqua erogata va perduto nella rete, ridotta ormai ad un colabrodo. Tuttavia il comune deve comunque pagare ad un privato tutto il volume "acquistato" da So.Ri.Cal, perciò si rifà sulle bollette dei cittadini, i quali pagano doppiamente: l'acqua consumata e l'acqua sprecata.
Per di più, recentemente a causa del dissesto finanziario del bilancio comunale, l'Amministrazione Torchia ha innalzato le tariffe idriche del 31% per coprire l'80% del servizio prestato. Questo si traduce in circa 300.000 € di cui solo 5.000 saranno destinati ad interventi manutentivi sulla rete per ridurre perdite e sprechi.
Infatti al Comune compete la riparazione delle reti, mentre a So.Ri.Cal spettano solo i profitti. E tutti sappiamo che So.Ri.Cal è responsabile dell'erogazione di acqua inquinata nel vibonese (lo scandalo dell'Alaco), della mancata depurazione delle acque (mare sporco) e del contingentamento dell'acqua ai comuni morosi (in violazione dei diritti umani, che prevedono almeno 50 lt di acqua al giorno per ogni cittadino).
La proposta di legge capovolge invece questa logica. Attraverso la creazione di ABC Calabria, una società interamente pubblica, si ritorna ad una gestione pubblica dell'oro blu. La nuova compagnia dovrebbe assorbire il personale - e non il carrozzone - di So.Ri.Cal, e avrebbe come logica solo il pareggio di bilancio, mentre i profitti dovrebbero essere reinvestiti nel miglioramento delle reti o nella riduzione delle tariffe.
Inoltre la proposta prevede la ridefinizione degli ambiti territoriali ottimali secondo la natura dei bacini idrogeologici. A questi Ambiti prenderebbero parte non solo rappresentanti degli enti locali - che possono richiedere interventi di riqualificazione nell'interesse dei loro cittadini - ma anche rappresentanti dei lavoratori del settore e i comitati che in questi anni hanno difeso l'acqua, il mare, il diritto alla salute.

L'ingresso dei comitati e delle associazioni, oltre a essere pensato come strumento di controllo sulla compagnia pubblica, serve a garantire la partecipazione dei cittadini - destinatari di un servizio efficente e oculato - all'individuazione degli obiettivi strategici d'azienda e alla definizione delle politiche tariffarie. Il tutto per sottrarre alla cattiva gestione - sia la rapacità privata che il clientelismo politico - il diritto all'acqua.
Durante la campagna referendaria - alla quale abbiamo partecipato con manifestazioni e iniziative e con un sonoro 67% di SI al referendum a Sersale - più volte abbiamo detto che "si scrive acqua ma si legge democrazia". E anche in questa iniziativa siamo convinti che il profitto non può negare un diritto fondamentale, non può perpetrare lo spreco di un bene prezioso. Al contrario, i movimenti per l'acqua hanno riproposto con grande forza il tema dei beni comuni come unica vera alternativa al capitalismo selvaggio e alla politica al servizio dei potenti.
Noi vogliamo un servizio idrico responsabile, razionale, oculato e pubblico!
E lo abbiamo sottoscritto nella raccolta firme per questa proposta di legge popolare: a Sersale abbiamo organizzato una serie di raccolte firme nel mese di aprile e, grazie al preziosissimo contributo della neaonata Associazione Arcobaleno, abbiamo raccolto oltre 200 firme!
Questo a dimostrazione di come solo l'impegno diretto dei cittadini può offrire risultati concreti nell'interesse dell'intera comunità. Ringraziamo nuovamente tutti i partecipanti all'assemblea e le volontarie dell'Associazione per il preziosissimo contributo.
La vostra firma non è una goccia nel mare!

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